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Canadian Tire Motorsport Park: viaggio nel cuore veloce dell'Ontario

Ci sono piste che si spiegano con i numeri e piste che si spiegano con il terreno. Il Canadian Tire Motorsport Park, immerso nella campagna di Clarington, in Ontario, a circa un'ora di strada a est di Toronto, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Poco meno di quattro chilometri, dieci curve, quasi nessun metro in piano: il circuito inaugurato nel 1961 con il nome di Mosport segue le colline invece di spianarle, e da questa scelta originaria derivano la sua velocità, il suo fascino e la sua fama di pista tanto amata quanto temuta dai piloti di tutto il mondo.

Un nome nato da due parole

Mosport non è un toponimo: è la fusione delle parole inglesi motor e sport, scelta dagli appassionati canadesi che alla fine degli anni Cinquanta cercavano una casa stabile per l'automobilismo del Paese. Il terreno individuato a nord-est di Bowmanville offriva esattamente ciò che i progettisti dell'epoca desideravano: dislivelli naturali, lunghe visuali e la possibilità di disegnare un nastro d'asfalto che scorresse con il paesaggio. Dal 2012 l'impianto porta ufficialmente il nome di Canadian Tire Motorsport Park, frutto di una partnership a lungo termine con la catena di negozi Canadian Tire, ma tra gli appassionati il vecchio nome non è mai davvero tramontato.

Il debutto con Stirling Moss

La prima stagione, nel 1961, fu subito da copertina: Stirling Moss, allora all'apice della carriera, vinse la grande gara di vetture sport che tenne a battesimo il circuito. La pista lo ricambiò con l'omaggio più duraturo che l'automobilismo conosca, intitolandogli la curva cinque: la Moss Corner, il tornante a doppia corda che ancora oggi rappresenta il punto più lento e tecnico del giro. Fin dal primo giorno, insomma, Mosport dichiarò le proprie ambizioni internazionali.

Un giro senza respiro

Il giro si apre con una curva a destra velocissima, affrontata quando la vettura è ancora scomposta, e precipita subito nella curva due: una lunga sinistra in discesa che moltissimi professionisti indicano tra le curve più impegnative dell'intero continente. L'asfalto scende via sotto la macchina in pieno appoggio, l'uscita è cieca, e chi esita non perde decimi ma secondi interi.

Segue una sequenza di cambi di direzione rapidi che conduce alla Moss Corner, unico vero punto di quiete del tracciato, dove la doppia corda punisce senza appello chi entra troppo affamato. Poi la pista torna ad aprirsi: una serie di ampi curvoni a destra in salita, percorsi a velocità altissime, immette sul lungo rettilineo di ritorno, dedicato a Mario Andretti, prima che l'ultima curva rilanci le vetture sul traguardo. Niente chicane artificiali, niente tratti da stadio: la velocità media sul giro è tra le più alte di tutti i circuiti stradali nordamericani, e il continuo saliscendi fa sì che la vettura non sia praticamente mai in assetto piatto. Ogni compromesso di messa a punto, qui, viene messo a nudo.

Gli otto Gran Premi di Formula 1

Tra il 1967 e il 1977 Mosport ospitò otto volte il Gran Premio del Canada, dapprima alternandosi con Mont-Tremblant, in Québec, poi come sede abituale della corsa. L'albo d'oro racconta un'epoca intera: Jack Brabham vinse l'edizione inaugurale del 1967 sotto la pioggia, Jacky Ickx si impose nel 1969, Jackie Stewart firmò una doppietta nel 1971 e nel 1972.

L'edizione 1973, vinta da Peter Revson, si guadagnò un posto curioso nella storia dello sport: nel caos di una gara segnata da pioggia, incidenti e conteggi confusi dei giri, fece il suo esordio assoluto la safety car in una prova del campionato mondiale di Formula 1. Emerson Fittipaldi vinse nel 1974, James Hunt nel 1976, l'anno del suo titolo iridato, e Jody Scheckter conquistò nel 1977 l'ultimo Gran Premio disputato sulla pista, al volante di una monoposto della scuderia canadese Walter Wolf Racing: una chiusura dal sapore patriottico. Dal 1978 la corsa si trasferì definitivamente a Montreal, perché le Formula 1 erano ormai troppo veloci per le vie di fuga e le barriere del vecchio tracciato.

Il tuono della Can-Am

Se la Formula 1 portò il prestigio, la Can-Am portò il fragore. Presente in calendario fin dalla stagione inaugurale del 1966, Mosport divenne uno dei palcoscenici prediletti di quei prototipi dal regolamento pressoché libero, la cui potenza smisurata si sposava alla perfezione con i dossi ciechi e le discese della pista. Vi corsero i grandi nomi dell'epoca, e le immagini di quelle macchine che valicavano le creste dell'Ontario restano tra le più iconiche della storia del circuito. Anche il motociclismo scrisse qui una pagina importante, con una prova del campionato del mondo disputata nel 1967, mentre nei decenni successivi Trans-Am, Formula 5000, IndyCar e gare di durata arricchirono uno dei palmarès più vari d'America.

Salvataggio e rinascita

Come molti circuiti storici, anche Mosport attraversò decenni difficili, tra manutenzione insufficiente e futuro incerto. La svolta arrivò nel 2011, quando una cordata di proprietari che comprendeva il pilota canadese Ron Fellows e l'imprenditore Carlo Fidani rilevò l'impianto. Seguirono investimenti mai visti prima da quelle parti: nuovo manto d'asfalto, paddock moderno, box, un centro eventi e aree spettatori rinnovate. L'aspetto decisivo, però, è ciò che non è cambiato: il tracciato del circuito da Gran Premio non è stato addomesticato. La picchiata della curva due, i curvoni in pieno, i dossi ciechi: il DNA del 1961 è sopravvissuto intatto alla ristrutturazione.

La pista oggi

Il calendario moderno è fitto e variegato. Il campionato IMSA WeatherTech porta ogni estate in Ontario prototipi e GT di vertice, proseguendo una tradizione di gare di durata che risale agli albori del circuito. La serie dei truck NASCAR vi approdò nel 2013, e già la prima visita si chiuse con un contatto-sorpasso all'ultima curva diventato uno dei momenti più rivisti nella storia della categoria. Completano la stagione il Superbike canadese, i campionati nazionali per vetture sport e turismo e un amatissimo festival di auto storiche. Il complesso comprende inoltre una pista separata per la formazione dei piloti e un kartodromo: più che un circuito, un vero campus del motorsport canadese, dove i campioni imparano il mestiere e i club racer passano intere estati.

Per chi assiste dal vivo, l'esperienza conserva un sapore d'altri tempi. Al posto delle tribune di cemento ci sono pendii naturali su cui le famiglie si accampano come ai tempi della Can-Am, e punti di osservazione che gli impianti moderni semplicemente non possono offrire: la picchiata della curva due vista dall'alto, la conca della Moss Corner, i curvoni veloci prima del rettilineo Andretti.

Perché conta ancora

Nell'epoca dei circuiti cittadini e delle vie di fuga sconfinate, il Canadian Tire Motorsport Park è una difesa vivente dell'idea più antica di pista: una strada adagiata su un terreno vero, dove pendenza e inclinazione fanno il lavoro che altrove tocca alle chicane. Premia insieme il coraggio e la precisione, punisce l'esitazione, e pochissimi tracciati al mondo uniscono tanta storia a un disegno così vicino a quello del giorno dell'inaugurazione. Chi vuole capire com'era il motorsport quando il coraggio era la valuta più preziosa - e come può ancora essere oggi - qui trova la risposta.

Sulla mappa

Il Canadian Tire Motorsport Park sorge nella campagna di Clarington, in Ontario, a breve distanza da Toronto e nel cuore del corridoio motoristico dei Grandi Laghi. Puoi individuare la posizione esatta del circuito, insieme a centinaia di altri autodromi, ovali e impianti da corsa in tutto il mondo, sulla nostra mappa interattiva. Basta uno zoom sull'Ontario meridionale per scoprire quanto sia ricco il paesaggio motoristico che circonda il vecchio Mosport.