Snetterton: viaggio nel circuito-aeroporto del Norfolk dove nacque la leggenda di Senna
Nel 1981 un ventenne brasiliano appena arrivato in Inghilterra vinse il suo primo campionato automobilistico al volante di una monoposto di Formula Ford costruita da Van Diemen, un piccolo costruttore con sede a bordo pista di un circuito sperduto nelle campagne del Norfolk. Quel ragazzo si chiamava Ayrton Senna, e quel circuito era Snetterton. È solo uno dei tanti fili che legano questa ex base aerea della Seconda guerra mondiale ai vertici del motorsport: da oltre settant'anni, dal 1953 a oggi, su questo asfalto si corre senza interruzioni, e ogni generazione di piloti britannici è passata di qui.
Un aeroporto diventato pista
Snetterton sorge sul sedime della RAF Snetterton Heath, uno dei numerosi aeroporti costruiti in tutta fretta nell'Inghilterra orientale durante la Seconda guerra mondiale. L'East Anglia, con le sue pianure sconfinate e la scarsa densità abitativa, era il territorio perfetto per l'aviazione, e il Norfolk si riempì di piste durante gli anni del conflitto. La base fu affidata alle forze aeree americane: gli equipaggi della Eighth Air Force decollavano da qui con i quadrimotori B-17 Flying Fortress per missioni di bombardamento sull'Europa occupata, tra le più rischiose dell'intera guerra. Con la pace gli aerei se ne andarono, ma rimasero le infrastrutture: piste di cemento larghe e piatte, raccordi, una strada perimetrale. Per il motorsport britannico del dopoguerra, affamato di superfici asfaltate lontane dai centri abitati, era un'occasione irripetibile. Nel 1953 si disputarono le prime gare, e Snetterton entrò nella grande famiglia dei circuiti-aeroporto inglesi, la stessa di Silverstone e Goodwood. La curva più famosa del tracciato, il Bomb Hole, conserva nel nome quella memoria bellica.
I primi decenni
Il tracciato originario misurava circa quattro chilometri e mezzo ed era figlio del suo tempo: velocissimo, spazzato dal vento, con due lunghi rettilinei ereditati dall'aeroporto e curvoni aperti delimitati da argini erbosi. Negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta Snetterton divenne uno degli appuntamenti importanti del calendario britannico, arrivando a ospitare gare di Formula 1 non valide per il campionato del mondo, che portavano in Norfolk i grandi nomi dell'epoca davanti a un pubblico entusiasta. Monoposto, sport e turismo si alternavano senza sosta, e le squadre sfruttavano i lunghi tratti in pieno per i collaudi. Nel 1974 arrivò la cura dimagrante imposta dall'economia: il circuito fu accorciato a poco più di tre chilometri, una configurazione compatta che avrebbe definito Snetterton per oltre trent'anni. Più corto non significò meno vivo: la pista, economica da gestire e facile da presidiare, divenne il cavallo da lavoro del motorsport di club inglese.
La fucina dei campioni
Il contributo più duraturo di Snetterton al motorsport non è una singola gara, ma le carriere che ha acceso. Jim Russell, pilota diventato istruttore, fondò qui la sua celebre scuola di pilotaggio, modello per la formazione dei piloti in tutto il mondo: migliaia di aspiranti corridori salirono per la prima volta su una monoposto proprio a Snetterton. Ancora più decisiva fu la presenza di Van Diemen, il costruttore insediato nel circuito, i cui telai dominarono per decenni la Formula Ford, la categoria d'ingresso che per generazioni ha rappresentato il primo gradino della scala verso la Formula 1. Oltre a Senna, un lungo elenco di futuri protagonisti del motorsport mondiale ha mosso i primi passi su vetture nate in questi capannoni. C'è qualcosa di poetico nel fatto che uno dei luoghi più defilati del motorsport britannico abbia alimentato così a lungo il vertice della piramide: Snetterton non è mai stato il palcoscenico dei campioni affermati, ma il laboratorio dove i campioni si costruiscono.
La rinascita firmata MSV
La svolta moderna porta la data del 2004, quando MotorSport Vision, il gruppo guidato dall'ex pilota di Formula 1 Jonathan Palmer, acquisì Snetterton insieme a Brands Hatch, Oulton Park e Cadwell Park. Dopo anni di investimenti graduali, nel 2011 arrivò il progetto più ambizioso della storia del circuito: la costruzione di una sezione interna completamente nuova, che diede vita allo Snetterton 300, un tracciato di quasi cinque chilometri il cui nome richiama la lunghezza di circa tre miglia. Accanto alla configurazione lunga nacquero le varianti più corte 200 e 100, che garantiscono al circuito una flessibilità totale tra campionati nazionali, test e track day. Nuovi box e standard di sicurezza moderni completarono l'opera. Nel giro di una stagione, Snetterton passò da veterano circuito di club a uno degli impianti più completi del Regno Unito, senza perdere l'anima operaia che lo ha sempre contraddistinto.
Il tracciato: curve che raccontano storie
Un giro dello Snetterton 300 è una lezione di storia del motorsport, perché i nomi delle curve compongono un vero albo d'oro. Si parte con il veloce destrorso di Riches, seguito dal tornante di Montreal, zona di staccate violente e sorpassi. La sezione interna del 2011 infila in sequenza le curve Palmer, Agostini, omaggio alla leggenda del motociclismo Giacomo Agostini, Hamilton e Oggies, prima che il rettilineo Bentley conduca alle curve Brundle e Nelson: la prima celebra Martin Brundle, pilota di Formula 1 nato in Norfolk e oggi tra le voci più autorevoli del paddock. Poi arriva la firma del vecchio circuito: il Bomb Hole, il destrorso in discesa dal nome evocativo, e l'infinito curvone di Coram che si stringe fino a Murrays, dedicato all'indimenticabile telecronista Murray Walker. Il rettilineo Senna riporta le vetture sul traguardo, chiudendo un giro che fonde due epoche di progettazione in un'unica, appagante sequenza.
Le gare di oggi
Snetterton è oggi uno dei circuiti più utilizzati della Gran Bretagna. Il British Touring Car Championship vi fa tappa ogni stagione, con le sue battaglie ruota a ruota in staccata alla Montreal, mentre il campionato britannico Superbike vi disputa una delle prove più veloci del proprio calendario, esaltata dai lunghi rettilinei di origine aeroportuale. Sotto i grandi eventi scorre un programma quasi ininterrotto di gare di club, rievocazioni storiche, test e giornate in pista aperte agli amatori. Il circuito vanta anche un primato nazionale: nel 1980 ospitò la Willhire 24 Hour, la prima gara automobilistica di ventiquattro ore mai disputata in Gran Bretagna, appuntamento di culto per tutti gli anni Ottanta e Novanta. E la posizione aiuta: Snetterton si trova lungo la A11, a metà strada tra Norwich e Thetford, nel cuore di una regione che ospita anche la Lotus, di casa nella vicina Hethel.
Perché Snetterton merita una visita
Chi ama il motorsport delle grandi occasioni troverà a Snetterton qualcosa di diverso e forse di più autentico: un circuito dove si corre quasi ogni fine settimana, dove il paddock è aperto e i piloti si incontrano tra i camion delle squadre, dove il biglietto costa poco e la vista sulle curve è ravvicinata. Il paesaggio piatto del Norfolk non regala scenari alpini, ma garantisce visuali lunghe e la sensazione, rara altrove, di abbracciare con lo sguardo interi settori di pista. Aggiungete la storia che affiora ovunque, dal nome del Bomb Hole alle officine dove nascevano le Van Diemen, e capirete perché questo angolo d'Inghilterra occupa un posto speciale nel cuore degli appassionati britannici.
Sulla mappa
Snetterton è uno dei tanti punti che compongono la geografia mondiale del motorsport, e gli aeroporti trasformati in circuiti sono un filone particolarmente ricco nella storia inglese. Sulla nostra mappa interattiva potete individuare Snetterton nella sua cornice del Norfolk, esplorare gli altri circuiti-aeroporto della Gran Bretagna e proseguire il viaggio verso i tracciati di ogni continente. Fate zoom sulle pianure tra Norwich e Thetford, poi allargate lo sguardo: il mondo delle corse è più vasto di quanto sembri.