Vallelunga: l'autodromo instancabile sulle colline a nord di Roma
A una trentina di chilometri a nord di Roma, a due passi dall'antica Via Cassia e dal centro di Campagnano di Roma, sorge uno dei circuiti più operosi d'Europa. L'Autodromo Vallelunga Piero Taruffi non ha mai ospitato un Gran Premio del mondiale di Formula 1 e raramente finisce sulle prime pagine internazionali, eppure l'impianto lavora quasi senza sosta dai primi anni Cinquanta. Piloti di auto e di moto, ingegneri di pista, istruttori di guida e semplici appassionati varcano i suoi cancelli settimana dopo settimana. È proprio per questo che gli italiani parlano di Vallelunga con un affetto quasi familiare: non è un pezzo da museo, ma un'officina viva del motorsport nazionale.
Dall'anello in sabbia al circuito permanente
La storia di Vallelunga comincia nel 1951, e la sua prima versione non somigliava affatto a un autodromo moderno. Il tracciato originario era un semplice anello ricavato sul terreno sabbioso della campagna a nord di Roma, un impianto essenziale nato in un'epoca in cui l'Italia stava riscoprendo le corse dopo la guerra. Gareggiare su quel fondo primitivo ricordava più le corse su terra che i Gran Premi, ma la regione della capitale ottenne finalmente ciò che le mancava: un luogo dedicato alle competizioni, lontano dalle strade aperte al traffico.
Nel decennio successivo l'impianto crebbe per gradi. All'inizio degli anni Sessanta l'anello lasciò il posto a un tracciato stradale asfaltato, trasformando un campo di gioco provvisorio in un vero circuito permanente. Gli ampliamenti dei primi anni Settanta avvicinarono poi il disegno a quello che i piloti conoscono oggi: un lungo rettilineo dei box che sfocia in un primo settore velocissimo, seguito da una parte centrale più stretta e tecnica. Ogni fase di crescita ha obbedito alla stessa filosofia pragmatica che ancora definisce il luogo: costruire ciò che serve davvero al motorsport italiano, senza inseguire la spettacolarità fine a sé stessa.
Il nome sul cancello: Piero Taruffi
Il circuito porta il nome di Piero Taruffi, una delle figure più versatili che l'automobilismo italiano abbia mai espresso. Nato a Roma nel 1906, Taruffi era ingegnere quanto pilota, a suo agio sulle due ruote come sulle quattro. Corse in moto ai massimi livelli, disputò Gran Premi in auto anche con la Ferrari e colse una vittoria in Formula 1 al Gran Premio di Svizzera del 1952. Fu inoltre un instancabile cacciatore di record, progettista e collaudatore dei suoi celebri siluri a doppio fuso costruiti per l'assalto ai primati di velocità.
Il suo trionfo più famoso arrivò nel 1957, quando vinse la Mille Miglia a cinquant'anni, in quella che sarebbe rimasta l'ultima edizione della leggendaria corsa su strada. Con i capelli argentati ben prima di quella vittoria, era soprannominato in tutta Italia la Volpe argentata, ammirato per l'intelligenza e il metodo in un'epoca in cui la spavalderia contava spesso più dell'analisi. Intitolare il circuito romano a un campione romano che incarnava insieme il rigore dell'ingegnere e il mestiere del corridore fu una scelta naturale, e il nome completo di Autodromo Vallelunga Piero Taruffi onora quell'eredità ogni giorno in cui la pista è aperta.
Sotto l'ala dell'Automobile Club d'Italia
Una svolta decisiva arrivò nel 1967, quando l'Automobile Club d'Italia acquisì l'impianto. La proprietà dell'ACI diede a Vallelunga qualcosa che molti circuiti privati dell'epoca non ebbero mai: stabilità istituzionale. Invece di dipendere dalle fortune di un singolo organizzatore, la pista entrò a far parte dell'infrastruttura nazionale del motorsport italiano, curata e sviluppata con una visione di lungo periodo.
Quella gestione ha plasmato il carattere del luogo. Vallelunga è diventato la casa naturale delle prove dei campionati nazionali, della formazione dei piloti e dei collaudi ufficiali, un ruolo che svolge tuttora. Gli investimenti della federazione spiegano anche perché l'impianto offra molto più di una pista: negli anni è cresciuto fino a diventare un vero campus dell'automobile, che comprende uno dei centri di guida sicura più noti d'Italia, dove gli automobilisti comuni imparano il controllo del veicolo su moduli dedicati. Pochi circuiti fondono così a fondo lo sport d'élite e l'educazione stradale di tutti i giorni.
Il tracciato: curvoni veloci e un ampliamento moderno
La pista attuale misura poco più di quattro chilometri, frutto di un importante ampliamento completato nel 2005 che ha portato il circuito agli standard internazionali moderni. Il progetto ha aggiunto un nuovo anello che ha allungato il giro a 4,085 chilometri, dando a Vallelunga la possibilità di accogliere categorie superiori dell'automobilismo e del motociclismo senza tradire il carattere del vecchio tracciato. Restano utilizzabili configurazioni più corte per l'attività di club, una flessibilità preziosa vista la fittissima agenda dell'impianto.
Il giro premia la precisione. Il rettilineo del traguardo lancia le vetture in un curvone destro che pretende coraggio, e il primo settore scorre con quel ritmo da alta velocità che da sempre rende Vallelunga cara ai collaudatori. La parte centrale si stringe in curve lente e tecniche, tornantino compreso, dove la stabilità in frenata e la trazione fanno la differenza. Poiché il circuito concentra curve veloci, medie e lente in un sito compatto, gli ingegneri possono valutare quasi ogni aspetto del comportamento di una vettura in un solo giro: è in gran parte questo il segreto della sua durevole popolarità come pista di sviluppo.
Il Gran Premio di Roma e gli anni dell'endurance
Anche se il mondiale di Formula 1 non è mai arrivato a Campagnano, Vallelunga vanta un pedigree internazionale di tutto rispetto. Per anni il circuito ha ospitato il Gran Premio di Roma, prestigioso appuntamento per monoposto disputato negli anni Sessanta e Settanta nell'ambito del campionato europeo di Formula 2 e in seguito dalla Formula 3000 internazionale. Molti piloti poi arrivati alla gloria dei Gran Premi hanno lottato duramente sull'asfalto romano durante la scalata, regalando con regolarità agli appassionati della capitale monoposto di alto livello.
Anche l'endurance ha scritto qui un capitolo tutto suo. La Sei Ore di Vallelunga divenne negli anni Settanta un appuntamento fisso delle corse internazionali per vetture sport, valida per il campionato del mondo della categoria e capace di attirare nella campagna romana le squadre ufficiali dei grandi costruttori dell'epoca. Sulle due ruote il vertice internazionale arrivò nel 2007, quando il campionato del mondo Superbike corse una prova a Vallelunga, dimostrando che il tracciato allungato poteva reggere il motociclismo di livello mondiale. Accanto a questi eventi di cartello, la pista ha ospitato innumerevoli gare dei campionati italiani in praticamente ogni disciplina immaginabile.
Un circuito al lavoro: collaudi, scuola e track day
Ciò che distingue davvero Vallelunga è l'intensità con cui viene usato tra un fine settimana di gara e l'altro. La posizione alle porte di Roma, il clima mite e la varietà delle curve ne hanno fatto per decenni un campo prove privilegiato, e generazioni di vetture da corsa hanno macinato qui i loro chilometri di sviluppo. Monoposto, prototipi, vetture turismo e moto da competizione sono stati affinati su questo asfalto, spesso lontano dai riflettori.
Il circuito è altrettanto impegnato sul fronte della formazione. Il centro di guida sicura gestito sotto l'egida dell'ACI istruisce ogni anno migliaia di automobilisti, mentre le scuole di pilotaggio vi fanno crescere i giovani talenti. Aggiungete le giornate di prove per le moto, gli eventi dei costruttori, i corsi di drifting e i track day aperti agli amatori, e otterrete un impianto che ronza di attività quasi tutto l'anno. Per molti appassionati romani, un giro di Vallelunga con la propria auto o la propria moto è un vero rito di passaggio.
Visitare Vallelunga
Per chi arriva da fuori, il circuito è piacevolmente facile da raggiungere. Si trova a ridosso della Via Cassia, nel comune di Campagnano di Roma, a circa mezz'ora d'auto dalla periferia nord della capitale, immerso nella campagna verde vicino ai laghi vulcanici dell'alto Lazio. L'ambiente è rurale e rilassato, e assistere alle gare qui ha un sapore intimo rispetto alle immense tribune degli autodromi più celebri: si è vicini alla pista, vicini al paddock, vicini alle macchine.
La gita si abbina senza sforzo alle bellezze della zona, dal lago di Bracciano ai borghi storici lungo la Cassia, senza dimenticare Roma stessa. Prima di partire conviene consultare il calendario ufficiale, perché il programma cambia di continuo, alternando weekend di gara nazionali, giornate di prove ed eventi di club. Qualunque cosa sia in pista, il canto dei motori tra le colline romane tace di rado, e mai a lungo.
Sulla mappa
Vallelunga è uno delle centinaia di circuiti, speedway e luoghi del motorsport che potete scoprire sulla nostra mappa interattiva. Ingrandite la campagna a nord di Roma per individuare con precisione l'Autodromo Vallelunga Piero Taruffi, poi spostatevi lungo l'Italia verso Monza, Imola, il Mugello e i tanti tracciati meno noti che rendono il Paese una terra così fertile per le corse. Ogni segnaposto rimanda ad altre informazioni: il punto di partenza ideale per progettare il vostro viaggio a motore attraverso il Lazio e oltre.