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Thruxton: viaggio nel circuito più veloce del Regno Unito

Nel cuore verde dello Hampshire, su un altopiano a ovest della cittadina di Andover, si nasconde il primato più veloce del motorsport britannico. Non a Silverstone, non a Brands Hatch: è Thruxton il circuito più rapido del Regno Unito per velocità media sul giro. Ricavato lungo il perimetro di un aerodromo della Seconda guerra mondiale, questo nastro d'asfalto è fatto di curvoni immensi in cui i freni servono pochissimo e il coraggio moltissimo. Chi corre qui non viene giudicato sulla staccata più tardiva, ma su una domanda molto più semplice e molto più crudele: per quanti secondi consecutivi sei capace di tenere il piede destro a fondo?

Prima le ali, poi le ruote

Come molti autodromi britannici, Thruxton nasce dalla guerra. L'aeroporto militare della RAF aprì nel 1941 su queste colline gessose e ospitò caccia, alianti e truppe aviotrasportate. Il suo momento più celebre arrivò nel febbraio 1942, quando dalle sue piste decollarono i paracadutisti dell'audace incursione di Bruneval, l'operazione che sottrasse componenti di un radar tedesco sulla costa francese occupata. Più avanti nel conflitto il campo servì anche a reparti americani. Con la pace, l'aerodromo perse la sua funzione, ma lasciò in eredità ciò che serviva a una nuova vocazione: ampie strade perimetrali, spazi liberi, nessun ostacolo. Ciò che era stato progettato per gli aerei si rivelò perfetto per le macchine da corsa. E l'aviazione, va detto, non se n'è mai andata del tutto: ancora oggi piccoli velivoli decollano e atterrano all'interno del circuito, tenendo viva nel modo più letterale la memoria aeronautica del luogo.

Gli anni ruggenti delle moto

L'attività sportiva cominciò prestissimo: già nel 1950 le motociclette sfrecciavano sulle vecchie piste di volo e sulle strade perimetrali. Nel corso degli anni Cinquanta Thruxton divenne uno dei santuari del motociclismo britannico, soprattutto grazie a una massacrante gara di durata riservata alle moto di serie, nella quale mezzi stradali venivano spremuti per ore su un fondo ruvidissimo. Vincere lì valeva più di qualunque campagna pubblicitaria. Quell'epoca ha lasciato un segno che si può ancora comprare dal concessionario: la Triumph battezzò Thruxton la sua café racer, in omaggio alla pista dove il marchio si era costruito la reputazione sportiva. Pochi circuiti al mondo possono vantare una motocicletta che porta il loro nome, e questo dettaglio racconta meglio di tante statistiche il peso di questo altopiano nella cultura motociclistica d'oltremanica. Anche le automobili corsero in quegli anni, ma le strutture restavano spartane e il futuro dell'impianto tutt'altro che garantito.

1968: il BARC trova casa

La svolta porta la data del 1968. Il British Automobile Racing Club, uno dei sodalizi motoristici più antichi del mondo, cercava una nuova sede dopo la fine delle corse a Goodwood e scelse proprio Thruxton. Il club disegnò lungo l'anello dell'aerodromo il tracciato di circa 3,8 chilometri, ovvero 2,4 miglia, che nella sostanza si percorre ancora oggi, e lo inaugurò nel 1968 con una gara internazionale di alto livello. Da allora il BARC gestisce l'impianto e vi ha stabilito il proprio quartier generale. Persino i nomi delle curve sono una dichiarazione d'identità: Allard, Campbell, Cobb, Segrave e Noble celebrano primatisti britannici di velocità, mentre Brooklands e Goodwood rendono omaggio alle storiche case precedenti del club. Nel 2018, per il cinquantesimo anniversario, è stato inaugurato il Thruxton Centre, un moderno edificio per visitatori e ospitalità che ha finalmente dato un volto contemporaneo al vecchio campo di volo.

Un giro quasi tutto in pieno

Che cosa rende Thruxton così veloce? Più che ciò che c'è, conta ciò che manca: vere zone di frenata. Il giro misura poco meno di 3,8 chilometri e per la maggior parte della distanza le vetture viaggiano a farfalla spalancata o quasi. Dopo il traguardo la pista si getta nel lungo destrorso composto da Campbell, Cobb e Segrave, uno dei rari punti in cui il volante lavora davvero, quindi si lancia nell'interminabile allungo verso il lato opposto del tracciato, assecondando le ondulazioni naturali delle colline. L'unica vera interruzione è la chicane della curva Club, inserita per ridurre le velocità prima del rettilineo dei box. Tutto il resto scorre. Le medie sul giro dei mezzi più rapidi superano abbondantemente le 110 miglia orarie, cioè ben oltre i 175 km/h, valori fuori portata per qualsiasi altro circuito britannico; e il record assoluto della pista, firmato nel 1993 da Damon Hill con una Williams di Formula 1, resiste ancora oggi.

Church, la curva che mette i brividi

Ogni grande circuito ha una curva di cui i piloti parlano abbassando la voce. A Thruxton si chiama Church. Questo curvone a destra, sul lato lontano del tracciato, si affronta a velocità impressionanti, spesso quasi senza alzare il piede sulle vetture più rapide, e molti lo considerano il curvone veloce più impegnativo di tutta la Gran Bretagna. Se la traiettoria è giusta, l'auto sembra galleggiare sul dosso della pista, carica ma stabile, e porta con sé lo slancio verso la chicane. Se è sbagliata, il tempo per rimediare praticamente non esiste. Piloti passati per la Formula 1 la citano regolarmente tra le curve più difficili mai affrontate, proprio perché non premia l'esitazione e non perdona la presunzione. In quella manciata di secondi c'è tutta l'essenza di Thruxton: un esame di sangue freddo che si ripete identico a ogni passaggio.

Dai lunedì di Pasqua alle battaglie del BTCC

Tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta, le gare internazionali di Formula 2 del lunedì di Pasqua diedero a Thruxton una fama continentale, portando nello Hampshire fuoriclasse da Gran Premio come Jochen Rindt e Ronnie Peterson. Oggi il piatto forte è il British Touring Car Championship, che fa tappa qui quasi ogni stagione da decenni con gare che non assomigliano a nessun'altra del calendario: trenini compatti in scia, vetture turismo che ballano sui dossi a velocità che non rivedono in nessun altro fine settimana dell'anno. Completano il quadro le formule nazionali, i campionati motociclistici e un fitto calendario di gare di club. Per gli ingegneri Thruxton è un rompicapo a sé stante: un assetto che funziona qui non serve praticamente da nessun'altra parte.

Il prezzo della velocità

Tanta rapidità presenta il conto. Il circuito confina con diversi villaggi e severi accordi sul rumore limitano il numero di giornate di gara complete ogni anno: per questo il calendario resta volutamente snello, mentre tra un fine settimana e l'altro l'impianto vive di corsi di guida, di una pista di kart e di sessioni di prove. L'asfalto, notoriamente abrasivo, unito ai carichi enormi di Church e dei lunghi curvoni, divora gli pneumatici: per le squadre la tappa di Thruxton è considerata il banco di prova più severo della stagione per le gomme. Nulla di tutto ciò ha mai spinto il circuito a rallentare sé stesso. Chicane e moderne misure di sicurezza a parte, qui si gira ancora, in sostanza, sul disegno del 1968: sfacciatamente veloce, in un'epoca in cui tanti tracciati sono stati addomesticati.

Sulla mappa

Thruxton è soltanto un punto in una geografia della velocità molto più ampia. Sulla nostra mappa interattiva puoi individuare il circuito nel suo angolo di Hampshire, scoprire gli altri ex aerodromi britannici diventati piste da corsa e saltare da un segnaposto all'altro fino ai circuiti di tutta Europa e del mondo. Ingrandisci, scegli un marcatore e guarda come il tracciato più veloce del Regno Unito si inserisce nella mappa globale del motorsport.