Crystal Palace: il circuito perduto nel parco di Londra
Per quasi cinquant'anni Londra ha avuto un circuito tutto suo. Non un tracciato cittadino provvisorio delimitato da blocchi di cemento, ma una vera pista asfaltata che si snodava tra i laghi, le terrazze e gli alberi secolari del parco di Crystal Palace, nella zona sud della capitale britannica. Gli spettatori arrivavano con i treni suburbani, passavano accanto alle celebri sculture vittoriane di dinosauri e si sistemavano sui pendii erbosi per vedere correre futuri campioni del mondo di Formula 1, a pochi chilometri dal centro di una delle più grandi metropoli del pianeta. Oggi quel circuito non esiste più, ma la sua vicenda racconta un pezzo fondamentale della storia dell'automobilismo britannico.
Il palazzo di vetro che battezzò un quartiere
Il nome della pista deriva da uno degli edifici più famosi dell'Ottocento. Il Crystal Palace era l'immenso palazzo di ferro e vetro progettato da Joseph Paxton per ospitare la Grande Esposizione del 1851 a Hyde Park. Terminata l'esposizione, la struttura venne smontata e ricostruita, in forma ampliata, sulla collina di Sydenham, nel sud di Londra, dove riaprì nel 1854 come cuore di un grandioso parco dedicato allo svago. Terrazze monumentali, fontane, impianti sportivi e i dinosauri a grandezza naturale in riva al lago inferiore ne fecero una delle mete popolari più amate della capitale. Il palazzo andò distrutto in un rovinoso incendio nel 1936, ma il parco aveva già iniziato una seconda vita come casa del motorsport, e il nome Crystal Palace rimase legato tanto al quartiere quanto alla pista che vi stava crescendo.
Prima le moto, poi le automobili
Come spesso accade in Gran Bretagna, furono le motociclette ad aprire la strada. Nel 1927 venne ricavato dai vialetti e dalle strade di servizio del parco un anello di circa un miglio, e le corse motociclistiche su quel nastro stretto e alberato conquistarono subito il pubblico londinese. Il motivo era semplice: in un'epoca in cui i circuiti permanenti erano pochi e quasi tutti lontani dalla capitale, ecco delle gare vere raggiungibili con i mezzi pubblici. Il fondo era sconnesso e la sede stradale troppo angusta per le automobili, ma la dimostrazione era servita: il parco poteva accogliere grandi folle e la fame di corse dei londinesi era reale. Un decennio più tardi, gli amministratori del parco compirono il passo decisivo finanziando la costruzione di un autentico circuito stradale per le auto.
Il tracciato del 1937 e il primato televisivo
Il nuovo circuito inaugurato nel 1937 misurava circa due miglia ed era stato pensato apposta per le automobili, con una carreggiata abbastanza larga da consentire duelli ruota a ruota. Il nastro d'asfalto girava attorno ai laghi e saliva tra i pendii boscosi, con curve intitolate ai punti di riferimento del parco: le pieghe di North Tower e South Tower ricordavano le due grandi torri idriche che avevano affiancato il palazzo. L'evento di punta della prima stagione fu il Gran Premio di Londra, vinto dal principe siamese Bira, uno dei protagonisti delle corse per vetturette di fine anni Trenta, al volante della sua celebre ERA. Altrettanto significativo fu un primato mediatico: nel 1937 la BBC portò le telecamere nel parco, e le gare di Crystal Palace sono ampiamente riconosciute come le prime corse automobilistiche mai trasmesse in televisione, proprio nella città che aveva appena avviato il primo servizio televisivo regolare del mondo.
Il dopoguerra: corto, veloce, senza vie di fuga
La Seconda guerra mondiale fermò tutto e il parco fu destinato a usi bellici. Bisognò attendere il 1953 perché i motori tornassero a cantare, su una versione accorciata del tracciato anteguerra, lunga circa 1,39 miglia. Ciò che la pista perse in lunghezza lo guadagnò in intensità: il giro era breve, velocissimo e quasi privo di vie di fuga, delimitato da scarpate, alberi e barriere di traversine ferroviarie. Per andare forte servivano precisione chirurgica e una buona dose di coraggio. Negli anni Cinquanta e Sessanta il circuito trovò il suo ritmo con le grandi riunioni dei giorni festivi: nei bank holiday i londinesi salivano a decine di migliaia sulle tribune naturali del parco per assistere a tutto, dalle gare di club alle monoposto internazionali. Per un'intera generazione del sud di Londra, una giornata di corse al Palace era un appuntamento fisso del calendario.
Rindt, Scheckter e i pomeriggi da leggenda
Crystal Palace non ospitò mai una prova del campionato del mondo di Formula 1, eppure i suoi schieramenti erano di primissimo livello. Le gare di Formula 2 e le corse di Formula 1 fuori campionato attiravano le stelle dei gran premi nei fine settimana liberi, e il giro corto garantiva battaglie serrate. Il pomeriggio più celebre della storia del circuito resta quello del 1964, quando un austriaco pressoché sconosciuto di nome Jochen Rindt batté piloti di gran premio affermati in una gara di Formula 2, costruendosi una reputazione in un solo giorno; pochi anni dopo sarebbe diventato campione del mondo di Formula 1. Anche il congedo ebbe un valore simbolico: nell'ultima grande riunione, nel 1972, il giovane Jody Scheckter, altro futuro campione del mondo, vinse l'ultima gara importante di Formula 2 disputata nel parco. Nel mezzo, quasi tutti i grandi nomi del motorsport britannico e internazionale passarono dal Palace, davanti a un pubblico così vicino da cogliere ogni correzione di volante.
La fine di un circuito cittadino
Proprio ciò che rendeva speciale Crystal Palace ne decretò la fine. Una pista dentro un parco pubblico, circondata da quartieri residenziali in espansione, generava proteste per il rumore sempre più difficili da ignorare. Nel frattempo, all'inizio degli anni Settanta, gli standard di sicurezza del motorsport crescevano rapidamente, e un anello stretto fiancheggiato da alberi e terrapieni non poteva essere adeguato alle nuove norme senza distruggere il parco che lo ospitava. Il Greater London Council, ente responsabile dell'area, trasse le conclusioni: costi e conflitti superavano i benefici. L'ultima grande riunione internazionale si tenne nel 1972, le corse di club si spensero poco dopo, e a metà degli anni Settanta il circuito della capitale tacque per sempre. Londra non ha mai più avuto una pista permanente entro i propri confini.
Il parco oggi
Cosa rara per un circuito scomparso, Crystal Palace si legge ancora benissimo sul terreno. Lunghi tratti della vecchia pista sopravvivono come strade e vialetti del parco, e il visitatore può percorrere a piedi la traiettoria ideale, passando davanti alle terrazze dove sorgeva il palazzo, costeggiando i laghi e i rettilinei alberati dove un tempo le monoposto viaggiavano in pieno. Il motorsport, peraltro, è tornato in forma più gentile: dal 2010 la manifestazione di sprint Motorsport at the Palace riporta auto da competizione su una porzione del tracciato storico, in lotta contro il cronometro anziché ruota a ruota, con lo scenario vittoriano del parco a fare da sfondo. Sommando dinosauri, museo e resti delle terrazze, il vecchio circuito rende il parco una delle passeggiate di patrimonio motoristico più gratificanti d'Europa.
Sulla mappa
Crystal Palace è solo un nodo di una fitta rete di storia del motorsport dentro e attorno a Londra, dagli impianti scomparsi dell'anteguerra ai circuiti moderni che circondano la capitale. Per vedere con esattezza dove correva il tracciato nel parco e per scoprire circuiti, speedway e luoghi simbolo delle corse più vicini a voi, aprite la nostra mappa interattiva e ingrandite sul sud di Londra. Da lì potrete ripercorrere l'intera storia delle corse britanniche, impianto dopo impianto, con i vostri tempi.